Intervista a Cosimo Carriero, senior field applications engineer Analog Devices

Dalla rivista:
Elettronica Oggi

 
Pubblicato il 12 novembre 2012

D: Qual è la sua opinione riguardo l’andamento del mercato?
R: L’andamento generale del mercato, che continua a mostrarsi altalenante, influenza anche le vendite dei convertitori. Il 2012 sarà un anno flat, ma nel 2013 la ripresa del comparto industriale e delle telecomunicazioni dovrebbe determinare un incremento significativo. A livello applicativo, le richieste che vengono dai progettisti sono di maggiori prestazioni e consumi ridotti. Specialmente sui consumi c’è molta attenzione, da un lato per la larga diffusione di apparati e strumentazione alimentati a batteria, dall’altro per la sempre maggiore attenzione alla conservazione delle risorse primarie. Inoltre l’elevato livello di integrazione che si raggiunge in determinati apparati pone una sfida nella gestione termica del sistema e il basso consumo è sicuramente un aiuto in questa direzione. Tra i settori che maggiormente trainano lo sviluppo dei convertitori ci sono sicuramente la strumentazione, l’industriale, i sistemi di telecomunicazioni e le applicazioni medicali.

D: Quali sono le principali strategie adottate dalla vostra società nel breve/medio periodo per soddisfare al meglio le richieste di questo mercato?
R: Analog Devices, con il 48,5% di Market Share (Databeans – 2012 Data Converters) , domina questo mercato da molti anni, e ha potuto farlo grazie a una attenta politica di ricerca e sviluppo, che da un lato punta all’eccellenza tecnologica, dall’altro, grazie al dialogo continuo con i propri clienti, è in grado di anticipare le esigenze del mercato, sviluppando prodotti che incontrano le richieste dei progettisti.

La nuova struttura organizzativa della società, che vede le competenze tecnologiche da un lato, di cui i convertitori rappresentano una fetta trainante, e la focalizzazione su mercati verticali dall’altro, consente di avere una chiara visione delle necessità future e contemporaneamente la disponibilità degli strumenti per potervi far fronte. Analog Devices è molto attiva sulla strumentazione e il mercato industriale, l’healtcare, che è molto più del medicale in quanto comprende il benessere e la cura delle persone, le telecomunicazioni, l’automotive e il consumer. Chi ha familiarità con il portafoglio prodotti sa che l’offerta è la più vasta disponibile sul mercato, e include convertitori di precisione (SAR e Sigma Delta) con risoluzioni dagli 8 ai 24 bit e frequenze di campionamento fino a 10 MSPS, e convertitori veloci (Pipeline e Sigma Delta Continuous Time) con frequenze di campionamento fino a 500 MSPS e risoluzioni fino a 16 bit. Il mondo dei convertitori è abbastanza variegato e per venire incontro alle esigenze di tutti l’offerta include convertitori general purpose e specifici per l’applicazione.

Si va così dai Decoder Video ai Resolver to Digital Converter per controllo motore, dai convertitori con campionamento a IF usati nei sistemi di telecomunicazioni ai frontend a 128 canali per fotodiodi utilizzati nelle apparecchiature per la TAC, dai Capacitance to Digital Converter per sensori capacitivi ai Sigma Delta per celle di carico utilizzati nelle bilance.
Giusto per citare un esempio l’AD9653, un ADC quadruplo a 16 bit rilasciato di recente, consuma solo 164 mW per canale alla massima frequenza di campionamento di 125 MSPS. Il dispositivo ha una linearità notevole, con un range dinamico libero da spurie di 90 dBc, per sottolineare il fatto che il basso consumo non va a scapito delle alte prestazioni. Questo dispositivo, per le sue caratteristiche, può essere impiegato in ambito medicale come anche in telecomunicazioni.

L’AD9653 a 16 bit, 4 Canali, 125MSPS

D: In che modo state implementando queste strategie?
R: In Analog Devices c’è una profonda sensibilità per la ricerca e sviluppo da un lato, e per la valorizzazione delle risorse umane dall’altro. Nel 2011 l’investimento in attività di R&D è stato di circa 510M$, che rappresenta il 17% del fatturato dell’azienda, ma negli anni scorsi si è arrivati a sfiorare il 25%, un quarto del fatturato. Questi investimenti non riguardano semplicemente lo sviluppo di nuovi prodotti, ma anche di nuove tecnologie, e come è noto la tecnologia rappresenta un investimento a lungo termine. Oggi si sta già lavorando per quella che sarà l’elettronica tra dieci anni.

Essendo leader tecnologici, il know how rappresenta un patrimonio fondamentale per la società, e il know how risiede in larga parte nelle persone. È per questo che Analog Devices investe in risorse umane, attraendo i migliori talenti dalle università e ritenendoli con un opportuno piano di crescita personale. Analog Devices annovera tra i propri dipendenti personalità di spicco dell’industria dei semiconduttori, scienziati di fama internazionale che guidano gruppi di ricerca altamente motivati.

D: Quali sono le previsioni a medio/lungo termine?
R: I convertitori rappresentano l’anello di congiunzione tra il mondo analogico, così come lo conosciamo noi nella nostra esperienza quotidiana, e il mondo dell’elaborazione digitale. È evidente quindi che, per quanto il mondo possa evolvere verso una cultura digitale, ci sarà sempre bisogno di convertitori analogico digitali. Parlando di crescita del mercato si può citare Databeans che nel suo ultimo rapporto sui convertitori prevede una crescita annuale media del 10% fino al 2017. Per quanto riguarda le architetture quello che si può prevedere è una continua evoluzione dettata sempre più dalle applicazioni.

A cura della redazione



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