In area APAC l’edge computing guiderà l’innovazione. L’analisi di GlobalData

Pubblicato il 30 giugno 2020

L’edge computing è pronto a suscitare molto interesse nell’Asia Pacific, anche grazie al fatto che- nell’attuale pandemia di Coronavirus – l’enfasi sul miglioramento delle tecnologie di rete per il lavoro remoto è in ascesa.

Secondo GlobalData, infatti, il mercato dell’edge computing in area APAC dovrebbe crescere ad un tasso annuale composto (CAGR) del 21% tra il 2019 e il 2024 per raggiungere 5,8 miliardi di dollari nel 2024.

Di fatto l’attuale situazione non è la sola responsabile della crescente adozione dell’edge computing nei paesi asiatici: il Covid-19 non è altro che un catalizzatore di un processo di innovazione tecnologica di cui le aziende avevano già mostrato di avere bisogno.

Si stima che entro il 2024 l’area Asia-Pacific diventerà il secondo mercato nel settore, dopo il Nord America. A guidare l’exploit saranno Cina e Giappone, che insieme saranno responsabili del 61% del valore del comparto.

Manifatturiero, BFSI, energia, IT e beni di consumo dovrebbero essere i primi 5 mercati verticali e insieme dovrebbero rappresentare il  50% della spesa complessiva nel 2024.

 

Shamim Khan, Senior Technology Analyst at GlobalData commenta: “IoT e 5G saranno i driver cruciali per l’incremento dell’adozione di offerte di edge computing nella regione APAC. Si confida nel fatto che queste tecnologie insieme saranno in grado di trasformare interi settori industriali e di creare nuove opportunità per le aziende.”

Per le aziende manifatturiere dell’area, l’industrial IoT con edge computing consentirebbe la razionalizzazione dei processi industriali, il miglioramento della supply chain e il funzionamento delle strumentazioni senza intervento umano o con un intervento ridotto.

Allo stesso modo, i mercati finanziari potrebbero sfruttare i vantaggi dell’edge computing per migliorare la sicurezza e la privacy dei dati, così da fornire soluzioni bancarie potenziate.

E poi c’è il tema del dinamismo riscontrabile nell’ecosistema di dispositivi connessi, che comprende smart city, veicoli connessi e case intelligenti: un fermento che comporta la generazione di enormi volumi di dati, da archiviare, analizzareved elaboratre al fine di facilitare la tempestività e processo decisionale efficace. “L’Edge computing – precisa su questo aspetto Shamim – sarebbe la chiave per gestire la maggior parte di queste sfide, poiché l’elaborazione decentralizzata consentirebbe tempi di risposta eccellenti e una latenza ridotta”.

Scenari futuri

Le ultime settimane hanno visto una serie di attività su questo fronte con Amazon Web Services che anticipa aggiornamenti a Snow Family, la sua soluzione di edge compunting, Microsoft che annuncia Azure Edge Zones e Google che svela la sua strategia Global Mobile Edge Cloud (GMEC). Sebbene per ora queste offerte siano principalmente rivolte al mercato statunitense, si prevede che presto raggiungeranno l’APAC. La disponibilità di queste offerte sbloccherà un’intera nuova gamma di applicazioni. Con il diffondersi del 5G e il passaggio dalla centralizzazione su cloud a una gestione più “periferica”, si innescherà lo sviluppo di applicazioni e architetture IT di nuova generazione. “Ugualmente la domanda di edge computing- conclude Shamim – crescerà, per supportare la trasformazione digitale delle aziende.”

 



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