Distribuzione elettronica nel quarto trimestre: i dati di DMASS

Pubblicato il 15 febbraio 2021

Dopo il calo fatto registrare nel corso del 2020, il mercato della distribuzione europea sembra destinato quest’anno a risalire la china. Con l’allentamento dell’impatto della pandemia e la robusta crescita in Asia, due fattori che senza dubbio contribuiranno a trainare la richiesta di componentistica, anche la domanda nel Vecchio Continente dovrebbe aumentare. In ogni caso anche nell’ultimo trimestre dello scorso anno il settore della distribuzione ha fatto registrare un lieve declino. Secondo i dati resi noti da DMASS, il segmento in Europa è diminuto del 3,8%, totalizzando 1,86 miliardi di euro. Nel 2020 la distribuzione ha fatto registrare un calo complessivo del 12,4%, attestandosi a quota 7,72 miliardi di euro.

“La seconda ondata della pandemia ancora in corso e le difficoltà dei trasporti rendono difficile l’approvigionamento tempestico dei prodotti ad alta tecnologia in Europa – ha sostenuto Georg Steinberger, chairman of DMASS – mentre la domanda sta crescendo, soprattutto nel settore automotive”. “Lunghi tempi di consegna e aumento dei prezzi – ha aggiunto – saranno gli elementi dominanti della prima metà del 2021”.

L’importanza della produzione

In linea generale, si può osservare che qualsiasi Paese con una forte base produttiva ha fatto  registrare buoni risultati, con una crescita nel quarto trimestre, mentre gli altri hanno sofferto a causa degli effetti del lockdown. La Germania è diminuita oltre la media (-8,2%) a quota 487 milioni di euro, mentre l’Italia ha tenuto bene, con un decremento del 3,9 % (153 milioni di euro). Decisamente più pesanti i decrementi di Francia (-10%, 117 milioni di euro) e della Gran Bretagna (-15,1% a 118 milioni di euro). Più contenuta la perdita dei Paesi Nordici, con un -5,7% a 146 milioni di euro. Con segno positivo invece le regioni dell’Est (+2,3% a 356 milioni di euro), Israele, Turchia e pure il Benelux, che ha fatto registrarr una crescita a due cifre (+14,7% a 70 milioni di euro).

“Da questi dati – ha osservato Steinberger – si può notare che nei Paesi che hanno una forte base produttiva il mercato recupera in tempi più brevi. Il secondo aspetto da prendere in considerazione è il ridimensionamento della Germania, causato dall’aumento dell’oursourcing nelle regioni dell’Europa dell’Est”.

L’andamento dei prodotti

A livello di categorie di prodotti, il quarto trimestre del 2020 si è concluso in modo positivo per i discreti, i prodotti di potenza e i sensori, come pure per le memorie flash e i microcontrollori, mentre dispositivi optoelettronici, analogici, memorie e altri prodotti logici (come Assp) hanno terminato l’anno con il segno meno.

Su base annuale, i dati resi noti da DMASS relativi alle varie categorie di prodotto sono i seguenti: analogici – 13,1% (2,25 miliardi di euro), micro MOS (Mpu, Mcu e Dsp) – 9,8% (1,57 miliardi), prodotti di potenza – 11,5% (872 milioni di euro), optoelettronica – 8,8% (717 milioni di euro), logiche programmabili – 13,7% (500 milioni di euro), oltri dispositivi logici – 8,8% (442 milioni di euro), componenti discreti -18,7% (394 milioni), sensori -3,7% (216 milioni) e logiche standard -16,4% (108 milioni di euro).

In definitive, nel 2020 la distribuzione ha fatto segnare un declino a due cifre, ma le prenotazioni ora sono in deciso aumento e la richiesta sta crescendo, il che potrebbe dar luogo a una carenza di componenti nel corso della prima metà dell’anno. Una nota a margine: attualmente c’è molta discussione circa la dipendenza dall’Asia per quanto riguarda la fornitura di componenti. A questo proposito, Steinberger ha ricordato che per svariati anni, se non addirittura decenni, l’Europa si è concentrata sui settori industriale e automotive e la produzione di semiconduttori avanzati in Asia non può essere focalizzata sulle necessità dei clienti europei.

 

 

Filippo Fossati



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