EO531

ELETTRONICA OGGI 531 - gennaio | febbraio 2026 5 Editoriale Editoriale Stefano Cazzani Quando si parla di microelettronica, l’attenzione si concentra quasi sempre sui chip: processori sempre più potenti, nodi tecnologici sempre più spinti, investimenti miliardari in nuove fab. Eppure, alla base di ogni dispositivo elettro- nico esiste un elemento senza il quale nulla potrebbe essere realizzato: il wafer di silicio. Prima della litografia, del packaging e del design dei circuiti, c’è un materiale che deve essere puro, controllato e disponibile in quantità in- dustriali. In questo ambito, anche l’Italia gioca un ruolo significativo, che spesso rimane fuori dal dibattito pubblico. La produzione di wafer di silicio rappresenta un anello critico della catena del valore dei semiconduttori. Non si trat- ta di un’attività “intermedia” facilmente sostituibile, ma di un processo altamente specializzato, che richiede compe- tenze consolidate, controllo dei processi e investimenti continui. La qualità del wafer influisce direttamente sulle rese produttive e sulle prestazioni dei dispositivi finali. Per questo motivo, la disponibilità di fornitori affidabili è una priori- tà strategica per qualsiasi ecosistema industriale avanzato. In Italia, questa competenza è incarnata da Memc Electronic Materials, una storica realtà italiana oggi parte del gruppo GlobalWafers, che opera con due stabilimenti chiave a Merano e Novara. A Merano si colloca una delle fasi più delicate dell’intera filiera: la crescita del silicio monocristallino. Qui il materiale viene portato a livelli di purez- za estremi e fatto crescere in forma di lingotti, con un controllo rigoroso della struttura cristallina e delle impurità. È un processo che richiede know-how, stabilità e una cultura industriale maturata in decenni di attività. Lo stabilimento di Novara rappresenta invece il cuore della trasformazione industriale del silicio in wafer. Da barre di cristallo si ottengono fette sottilissime, lucidate e caratterizzate con precisione micrometrica, pronte per essere uti- lizzate nelle fabbriche di semiconduttori. Il sito piemontese è oggi tra i principali poli europei per la produzione di wafer da 200 mm ed è stato recentemente affiancato da una linea avanzata per i wafer da 300 mm, formato chiave per la competitività delle tecnologie più recenti. Anche nell’emergente mercato dei nuovi semiconduttori, come il carburo di silicio, l’industria italiana vuole essere protagonista. STMicroelectronics sta costruendo a Catania una fabbrica dedicata alla produzione di wafer epitas- siali in SiC, parte integrante del Silicon Carbide Campus , il nuovo polo tecnologico dedicato alla produzione dei circuiti e moduli di potenza innovativi. L’importanza di queste attività va ben oltre il perimetro aziendale. In un contesto globale segnato da tensioni geopo- litiche, fragilità delle supply chain e crescente domanda di semiconduttori, disporre in Europa di una produzione lo- cale di wafer significa ridurre la dipendenza esterna e aumentare la resilienza industriale. Senza wafer non esistono chip, e senza una filiera completa qualsiasi strategia di sovranità tecnologica rischia di rimanere incompleta. Il silicio Made in Italy non è dunque un retaggio del passato, ma una leva strategica per il futuro dell’elettronica euro- pea. Valorizzarne il ruolo, sostenerne gli investimenti e riconoscerne l’importanza è un passo necessario per costrui- re un ecosistema dei semiconduttori solido, competitivo e realmente autonomo. Wafer Made in Italy, risorsa strategica spesso dimenticata

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