EO530

ELETTRONICA OGGI 530 - novembre | dicembre 2025 5 Editoriale Editoriale Filippo Fossati L’industria dei semiconduttori è la base di ogni moderna tecnologia, dall’intelligenza artificiale alle energie rin- novabili, dalla sicurezza informatica alla difesa. In tutto il mondo i singoli governi stanno stanziando miliardi nella produzione nazionale di chip per garantire le catene di approvvigionamento e ridurre la dipendenza da tensioni geopolitiche. Ma una minaccia si sta profilando all’orizzonte: la carenza di talenti. Secondo un recen- te rapporto di Semi, entro il 2030 l’intero comparto dei chip richiederà 1 milione di persone qualificate a livel- lo globale: nella sola Europa entro quella data si prevedono oltre 155.000 nuovi posti di lavoro nel settore dei semiconduttori, ma con gli attuali percorsi formativi non sarà possibile soddisfare questa domanda. Il problema della carenza di talenti non è imputabile a un singolo evento, ma a una concomitanza di fattori strutturali le cui conseguenze incominciano a risultare evidenti. Tra questi si possono annoverare le ondate di pensionamenti (negli Stati Uniti, ad esempio, un terzo degli ingegneri, dei tecnici di processo e dei manager più esperti del settore sta raggiungendo l’età pensionabile), il minor numero di studenti che intraprendono studi in campi legati ai semiconduttori e l’attrazione di molti giovani ingegneri verso le big-tech come Google, Meta o le start-up che operano nel campo dell’AI che vengono percepite come realtà in grado di offrire maggiori opportunità in termini di crescita (e quindi di stipendio). Senza dimenticare che l’apertura simultanea di nuove fabbriche di semiconduttori in tutto il mondo ha innescato una vera e propria “guerra” tra le varie aziende per accaparrarsi i migliori talenti. Per cercare di risolvere questo problema sarà necessario adottare un approccio coordinato e multilivello, dove il mondo industriale, quello accademico e i vari governi avranno tutti un ruolo importante da svolgere e do- vranno collaborare in modo sinergico. Il modello sperimentato a Taiwan, dove Tsmc e altre aziende produttrici di chip sviluppano programmi di formazione in collaborazione con le principali università, può essere un buon punto di partenza. Oltre a tale formazione, anche gli apprendistati, i tirocini e i programmi di studio-lavoro possono contribuire ad avvicinare gli studenti al settore in anticipo e a chiarire i potenziali percorsi di carriera. In questo modo sarà possibile non solo inventare le tecnologie del futuro, ma reperire anche la forza lavoro qualificata indispensabile per realizzarle. L’industria dei chip in cerca di talenti

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