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ELETTRONICA OGGI 529 - ottobre 2025 15 MERCATI gli esperti dell’Ispra: in 14 zone, in tutta la Pe- nisola, partiranno le analisi per aprire in futuro nuove miniere. Oggi l’Italia estrae solo dal suo sottosuolo il feldspato e la fluorite. La nuova ri- cerca si concentra quindi sul potenziale di gia- cimenti di materie prime critiche sul territorio nazionale. Un forte accento è stato posto sul riciclo delle terre rare da prodotti a fine vita, come le apparecchiature elettroniche, per ri- durre l’estrazione e la dipendenza dalle im- portazioni. A oltre un anno da quando l’Italia ha approvato il suo decreto “Materie critiche”, nel giugno del 2024, e a due anni da quando si parlò di riattivare i vecchi giacimenti chiusi, il piano per l’esplorazione mineraria fa così un importante passo avanti. Al via l’esplorazione Il “Programma nazionale di esplorazio- ne mineraria”, a cura dei ministeri dell’Am- biente e delle Imprese, prevede per ora 14 progetti esplorativi. Se saranno individuati nuovi giacimenti, potranno essere sfruttati a fini estrattivi. Il piano coinvolge 11 regioni e oltre 400 specialisti, con un investimento di 3,5 milioni di euro per la prima fase di inda- gine. Il tutto sarà gestito dall’Ispra per conto del Comitato interministeriale per la transi- zione ecologica. Litio, grafite, rame, manganese, tungste- no, magnesio e platino sono tra i minerali oggetto delle ricerche: si tratta delle mate- rie prime critiche ritenute strategiche dalla Commissione Europea, che lo scorso marzo ha dato attuazione al Critical Raw Material Act approvato nel 2023. In questo senso l’UE ha stanziato 22,5 miliardi per 47 pro- getti in tredici Stati membri: quelli di estra- zione sono 25 e riguardano Spagna, Porto- gallo, Romania e Repubblica Ceca, mentre all’Italia erano stati assegnati solo quattro progetti di riciclo delle terre rare. Il provvedimento ha l’obiettivo di ridurre il rischio di carenza delle terre rare in Euro- pa e indica diciassette minerali strategici, considerati insostituibili e molto richiesti per le tecnologie elettroniche. Questi materiali sono fondamentali per la transizione ener- getica, essendo materie prime insostituibili per costruire turbine eoliche, pannelli foto- voltaici e batterie di accumulo. Ma anche pc e smartphone, fertilizzanti e dispositivi medici. Le materie sono molto utilizzate an- che dall’industria bellica e aerospaziale per realizzare missili, radar e aerei militari. Ne- gli ultimi anni la Cina ne ha limitato le espor- tazioni verso l’Occidente. Dopo i dazi im- posti dalla amministrazione Trump, il Paese del Dragone ne ha sfruttato il suo monopo- lio come strumento per le trattative. Un’even- tuale interruzione dell’approvvigionamento comporterebbe problemi in molti settori in- dustriali e per questo l’UE ha deciso di pun- tare sulla riapertura delle miniere. Dove sono i siti Il programma nazionale di esplorazione inclu- de, oltre a ricerche geologiche e telerilevate, anche il database Gemma per censire i depo- siti di materie prime critiche. Grazie al suppor- to dell’UE, l’Italia sta investendo in progetti strategici di riciclo dei materiali critici. Nel Nord-Est, Lombardia e Trentino-Alto Adi- ge saranno al centro delle ricerche per la presenza di fluorite e barite, nonché di ter- re rare localizzate nelle Alpi Meridionali. A Nord-Ovest, l’attenzione si concentrerà sull’area di Finero, in Piemonte, per l’indagi- ne sui metalli del gruppo del platino (PGM), mentre nelle ofioliti liguri verranno esplorati giacimenti di rame e manganese. Sempre in Piemonte e in Liguria si cercherà di approfon- dire la conoscenza dei depositi di grafite. In Toscana, Lazio, Emilia-Romagna, Marche e alcune aree del Piemonte sarà analizza- to il potenziale del litio, sia in contesti geo- termali che sedimentari. In Toscana, inoltre, saranno oggetto di studio i noti depositi di antimonio e magnesio delle Colline Metalli- fere, mentre nel Lazio le attività si focalizze- ranno sulla fluorite, anche in relazione alla sua concentrazione in terre rare. La Campania sarà interessata da indagini sul litio, sui feldspati e su altri minerali industria- li strategici per l’industria nazionale, mentre in Calabria verranno esaminati i significativi giacimenti di grafite della Sila. In Sardegna, storicamente la principale regione minera- ria italiana, l’esplorazione riguarderà diversi materiali: minerali industriali come feldspati, zeoliti, bentoniti e caolino presenti nelle aree magmatiche; mineralizzazioni a fluorite, ba- rite e terre rare nel centro-sud dell’isola; e i più importanti depositi metalliferi. In partico- lare, si opererà nel distretto di Funtana Ra- minosa, dove verranno indagati tungsteno, terre rare, rame e altri solfuri, e nel settore sud-occidentale dell’isola, dove l’interesse è rivolto al rame e al molibdeno, associati a stagno, bismuto, arsenico e oro. La miniera di Silius in Sardegna è in fase di preparazione per estrarre la fluorite, che contiene terre rare, posizionandosi come un potenziale giacimento europeo. I NUMERI DEL PIANO ITALIANO 14 AREE DI ESPLORAZIONE MINERARIA 11 REGIONI COINVOLTE 400 SPECIALISTI AL LAVORO 3,5 MILIONI DI EURO PER LA PRIMA FASE 17 MINERALI STRATEGICI INDIVIDUATI DALL’UE 22,5 MILIARDI DI EURO STANZIATI A LIVELLO EUROPEO PER 47 PROGETTI
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