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FOCUS INTELLIGENZA ARTIFICIALE ELETTRONICA OGGI 528 - SETTEMBRE 2025 35 Esiste un nuovo obbligo di formazione del personale per le imprese che sviluppano o usano l’intelligenza Artificiale. Col termine di “AI literacy”, ossia di alfabetizzazione in materia, ed la Commissione Europea ha introdotto una misura contenuta nell’Artificial Intelligen- ce Act, la nuova legge comunitaria sull’AI. Il requisito deve essere rispettato a partire dal prossimo 2 febbraio e sul quale recente- mente la Commissione europea ha pubblicato e aggiornato alcuni documenti guida. Per chi non si adeguerà all’obbligo potrebbero arrivare le prime sanzioni. Alfabetizzazione in materia Lo scorso anno l’Unione Europea ha approvato la prima legge al mondo di carattere generale sull’intelligenza artificiale: l’AI Act che regola lo sviluppo, la fornitura e l’utilizzo di sistemi di AI con divie- ti, requisiti e prescrizioni definiti in base al livello di rischio. L’appli- cazione della legge è graduale e le prime regole sono diventate operative il 2 febbraio di quest’anno. Tra queste indicazioni c’è un nuovo obbligo di formazione. La legge racchiude un insieme di competenze, conoscenze e in- dicazioni che consentono a chi sviluppa e utilizza l’IA, ma anche alle persone destinatarie delle decisioni algoritmiche, di adottare in modo informato i sistemi di intelligenza artificiale e di acquisire consapevolezza su opportunità, rischi e possibili danni che questa tecnologia può causare. Sono le nozioni necessarie per poter pren- dere decisioni informate sull’AI in base all’ambito di riferimento. Tra gli esempi in questo senso c’è la comprensione degli elementi tecnici nella fase di sviluppo del sistema, le cautele da applicare nell’uso degli algoritmi o la capacità di interpretare correttamente l’output prodotto dall’AI. Aziende, ma anche enti pubblici, che sviluppano o usano sistemi di intelligenza artificiale devono adottare misure per garantire un li- vello sufficiente di alfabetizzazione del proprio personale. Ma non solo, anche di chiunque si occupi per loro conto del funzionamento e dell’utilizzo dell’AI, come ad esempio i fornitori di servizi. Questo iter formativo deve avvenire tenendo conto del livello di conoscen- ze tecniche, esperienza, istruzione e formazione dei destinatari, ma anche del contesto in cui l’intelligenza artificiale viene usata e delle persone verso cui è impiegata. Come fare AI literacy L’AI Act non indica regole specifiche su contenuti e modalità con cui deve essere svolta la formazione. Molto dipende dallo scena- rio specifico e dall’uso che un’organizzazione fa dell’intelligenza artificiale. In un documento di domande e risposte, la Commissione Europea ha delineato il contenuto minimo che deve avere un programma di AI literacy per rispettare l’AI Act. Innanzitutto, si deve garantire una comprensione generale dell’intelligenza artificiale nella pro- pria organizzazione. Quindi occorre considerare il proprio ruolo e il livello di rischio dei propri sistemi di AI ai sensi della legge. Le azioni di alfabetizzazione si devono, di conseguenza, sviluppa- re sulla base di questi elementi, tenendo conto delle conoscenze dei destinatari e del contesto d’uso. La Commissione Europea inco- raggia una formazione sugli aspetti legali, come la comprensione dell’AI Act, e sui principi di etica e governance. Non esiste un formato unico obbligatorio per la formazione e può essere opportuno prevedere percorsi differenziati per livelli. Inol- tre, le organizzazioni non devono raccogliere certificazioni che documentano la formazione svolta. È sufficiente tenere un registro interno delle attività effettuate. Azioni e sanzioni Da quando l’AI literacy è legge tra imprese e pubbliche amministra- zioni non c’è ancora una piena consapevolezza su questo nuovo requisito formativo. L’obbligo riguarda, infatti, moltissime organiz- zazioni, dalle più piccole alle multinazionali. Per la Commissione Europea basta ad esempio che i propri dipendenti utilizzino Cha- tGPT per tradurre testi per far scattare l’obbligo di formazione. Per aiutare le aziende ad avviare i propri percorsi di AI literacy, la Commissione Europea ha pubblicato un archivio, che viene co- stantemente aggiornamento, delle pratiche di AI literacy in corso in diverse organizzazioni che hanno firmato l’AI Pact (un’iniziativa volontaria promossa dalla UE per incoraggiare l’applicazione an- ticipata dell’AI Act). Questo archivio contiene attualmente ventotto pratiche di AI literacy ordinate in base al livello di implementazio- ne. La maggior parte sono realizzate da grandi aziende ma ci so- no anche alcune esperienze di organizzazioni più piccole. L’attua- zione di quanto descritto nel documento non garantisce tuttavia la conformità automatica al requisito di legge. Per le aziende che non rispettano questo nuovo obbligo di legge potrebbero arrivare presto le prime sanzioni da parte delle auto- rità designate a livello nazionale. Questo intervento avverrà sulla base delle leggi che saranno introdotte dai singoli Paesi europei, che sono state adottate entro lo scorso 2 agosto. Le autorità nazio- nali stanno iniziando quindi a svolgere la propria attività di super- visione sul rispetto del requisito di alfabetizzazione a partire dal 2 agosto 2026. L’obbligo di AI literacy, però, si applica già a partire dallo scorso 2 febbraio.
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