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FOCUS INTELLIGENZA ARTIFICIALE ELETTRONICA OGGI 528 - SETTEMBRE 2025 31 Il 20 marzo scorso il Senato della Repubblica ha approvato il Disegno di Legge in materia di Intelligenza Artificiale. È il primo tassello nel quadro di introduzione nel nostro Paese di una dispo- sizione regolatoria sull’utilizzo dell’AI. Il provvedimento, collegato alla manovra, passa ora all’esame della Camera dei Deputati per la seconda e ultima tappa del processo di approvazione definitiva. Dopo l’intervento normativo a livello europeo, con l’introduzione dell’AI ACT, tocca infatti ai singoli Paesi recepire nei loro sistemi legislativi la disposizione comunitaria. E in questo percorso, l’Italia si propone di essere il primo Paese nell’UE a disciplinare l’imple- mentazione di questa tecnologia. Gli obiettivi del piano L’iter della normazione nazionale è partito il 23 aprile dello scorso anno, quando il Consiglio dei Ministri ha approvato un Disegno di Legge con il quale il Governo italiano si proponeva di armoniz- zare la legislazione nazionale in ottemperanza all’approvazione dell’AI ACT da parte della Commissione Europea. Il Disegno di Legge 1146 è composto da 26 articoli con l’obiettivo di promuo- vere il pieno sfruttamento delle potenzialità dell’AI mediante un utilizzo più responsabile, senza compromettere la sicurezza e i diritti individuali. Recependo le linee guide dell’AI ACT proposto dalla Commissione Europe, viene introdotto un approccio basato sul rischio, distinguendo i sistemi di Intelligenza Artificiale in quat- tro categorie: rischio inaccettabile (tecnologie vietate, come sistemi di sorveglianza massiva), alto rischio (AI utilizzata in settori critici come sanità, giustizia e infrastrutture), rischio limitato (strumenti di AI che richiedono trasparenza, come chatbot) e rischio minimo (applicazioni a basso impatto, come i filtri di posta indesiderata). Diverse sono le sfide che il percorso di normazione dell’AI in Italia si pone: bilanciare innovazione e protezione dei diritti per evitare discriminazioni e garantire trasparenza, formare professionisti spe- cializzati investendo in istruzione e ricerca per creare esperti in AI, sviluppare infrastrutture tecnologiche per migliorare le capacità di calcolo e la connessione digitale nel Paese. Proprio in questo quadro sfidante, l’Italia sta muovendosi anche su altri binari con iniziative collaterali di investimenti, sia in formazio- ne sia infrastrutturali, come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilien- za (Pnrr), che dedica dei capitoli di spesa alla ricerca e sviluppo nell’AI, e il Comitato Interministeriale per la Transizione Digitale, che definisce le strategie nazionali. Seppure nel nostro Paese la regolamentazione dell’utilizzo dell’AI sia ancora in fase di approvazione, esistono però già delle normative che disciplinano in parte il settore. Il Gdpr (regolamento generale sulla protezione dei dati) impone regole severe sull’uso dei dati personali nei sistemi di AI. Il codice dell’amministrazione digitale (CAD) promuove l’uso dell’AI nella pubblica amministrazione ga- rantendo trasparenza e sicurezza. Il Decreto Legge sulla cybersi- curezza stabilisce norme sulla protezione dei dati e sulla sicurezza informatica dei sistemi basati su AI. L’Italia si prepara a governare l’intelligenza artificiale con regole che puntano a bilanciare innovazione e diritti, trasformando una sfida tecnologica in un’opportunità di crescita.
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