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Il 2024 è stato un anno record per i semiconduttori: il mercato ha fatto registrare, secondo le più recenti stime di Omdia, un fatturato pari 683 miliardi di dollari, con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente. Tale crescita è ascrivibile in larga misura alla forte domanda di chip per l’intelligenza artificiale, in modo particolare per le memorie HBM utilizzate dalle GPU destinate all’AI. Il “rimbalzo” cha ha caratterizzato il settore delle memorie ha avuto un effetto positivo sul mercato generale dei chip, che si è così ripreso dopo un 2023 particolarmente difficile. Nonostante questo andamento positivo, le prestazioni dei vari comparti sono state alquanto disomogenee. Mentre il segmento dell’elaborazione dati ha dimostrato di essere in ottima salute, altri settori chiave, tra cui automotive, consumer e industriale, hanno evidenziato un calo del fatturato. Per tutto il 2024, l’intelligenza artificiale è stata la forza trainante dell’intero mercato. Non è un caso che NVIDIA sia salita sul podio più alto della top ten dei semiconduttori, scalzando Intel che è scesa al terzo posto e superando Samsung che, grazie all’ottimo andamento del mercato delle memorie, è salita di una posizione conquistando il secondo posto. Anche Micron e SH Hynix hanno beneficiato delle ottime performance del comparto, conquistando rispettivamente la quarta e la settima posizione della top ten. Note dolenti, invece, per il settore industriale, che ha dovuto affrontare il secondo anno consecutivo di declino. La flessione del segmento dei semiconduttori industriali, iniziata nel 2023, si è aggravata nel 2024, ponendo non pochi problemi alle aziende focalizzate su questo settore. Come ha evidenziato Cliff Leimbach, principal analyst di Omdia: “Storicamente, il mercato dei semiconduttori industriali è cresciuto di circa il 6% ogni anno, ma dopo due anni di crescita superiore alla media nel 2021 e nel 2022, il fatturato del comparto è diminuito a due cifre nel 2024”. Il mercato dei semiconduttori per automotive, sebbene abbia registrato performancemigliori rispetto a quelle del settore industriale, nel 2024 ha subito un calo dei ricavi. Dopo aver quasi raddoppiato le dimensioni dal 2020 al 2023, superando di gran lunga il tasso di crescita medio annuo del 10%, il comparto ha subito un brusco rallentamento. L’indebolimento della domanda ha portato a una contrazione nel 2024, interrompendo la traiettoria ascendente che era stata una caratteristica costante negli ultimi anni. A causa di questo andamento, le aziende europee sono uscite dalla classifica delle prime dieci, con Infineon che è scivolata dal nono all’undicesimo posto e ST passata dal decimo al tredicesimo posto. Questo scenario di mercato deve far riflettere l’industria elettronica europea nel suo complesso. Per garantire una reale sovranità, il Chips Act europeo deve necessariamente riallocare e aumentare i fondi, incoraggiando le aziende focalizzate sull’innovazione e assicurandochegliinvestimentisianoinprevalenzadirettiversotecnologiedisemiconduttori all’avanguardia. Senza un rafforzamento immediato, è probabile che il Chips Act non sia in grado di raggiungersi i suoi obiettivi, lasciando l’Europa sempre più dipendente da entità esterne per il suo futuro tecnologico. Chip: la forza trainante è l’AI Editoriale Filippo Fossati ELETTRONICA OGGI 526 - MAGGIO 2025 11
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