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Intel dichiara che i sistemi di sicurezza integrati per- mettono di verificare, per esempio, alterazioni dei video online con il rilevamento deep-fake AI locale, mentre i dati personali archiviati sul PC sono protetti tramite scansione AI, identificando e proteggendo i file sensibili da app e utenti dannosi. In questo campo viene sfruttata sempre di più l’intelli- genza artificiale per il rilevamento e la mitigazione in tempo reale delle possibili minacce. Dato infatti che le minacce alla sicurezza diventano più sofisticate, anche grazie, appunto, all’AI, cresce parallelamente anche la necessità di tecnologie di rilevamento e protezione avan- zate. È interessante, in questo senso, l’approccio di Intel per i suoi processori Core Ultra che estendono le funzio- nalità dell’unità NPU (Neural Processing Unit), destina- ta alle applicazioni AI, anche ai fornitori di software di sicurezza, consentendo alle applicazioni di diventare più efficaci nel rilevare e rispondere alle minacce. Anche AMD ha una notevole esperienza nell’inserimento di tecnologie di sicurezza nei suoi processori e ha colla- borato con Microsoft per la realizzazione dei processori di sicurezza Pluton, adottato per i suoi processori Ryzen. AMD ha implementato un approccio alla sicurezza basato su diversi livelli che comprende, per esempio la comuni- cazione per l’autenticazione dell’utente a livello di chip, anziché tramite il bus di comunicazione al sistema ope- rativo, riducendo così il vettore di attacco. Que- sto approccio prevede anche l’adozione di una crittografia completa del sistema per ottenere una migliore protezione dei dati. I processori AMD, come la serie Ryzen PRO, in- DIGITAL SECURE PROCESSORS Un caso recente, ma gli esempi sono decisamente nume- rosi, riguarda processori che sono risultati attaccabili a un livello molto basso, in termini di privilegi, solitamen- te accessibile soltanto ai produttori dei chip, e questo a causa della debolezza di istruzioni rimaste nell’architet- tura da molto tempo e destinate ad assicurare la compa- tibilità con versioni precedenti. Le implementazioni pratiche I processori integrano da anni diverse tecnologie di si- curezza e la gamma di soluzioni offerte è estremamente articolata, a seconda del produttore. Per esempio, Intel ha inserito nel tempo una nutrita serie di tecnologie di sicurezza all’interno dei suoi processori che verificanomolti dei diversi aspetti legati alla protezio- ne: dal boot, al firmware, all’affidabilità della piattaforma, passando dalla protezione del BIOS a quella della memo- ria, all’esecuzione sicura delle istruzioni, alla crittografia. Dal punto di vista delle novità, i più recenti processori di Intel quelli Core Ultra di seconda generazione (Lunar Lake) offrono diversi engine differenti per la sicurezza, di cui uno completamente nuovo. Si tratta del PSE (Par- tner Security Engine basato su Microsoft Pluton), a cui si aggiungono il Silicon Security Engine (SSE), il Converged Security e Manageability Engine e l’Intel Graphics Secu- rity Controller (CSME). Schema dell’architettura della tecnologia di sicurez- za Pluton, realizzata da Mi- crosoft insieme ai principali produttori di chip ELETTRONICA OGGI 524 - MARZO 2025 42

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