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schermato, in quanto determina in larga misura l’impe- denza del collegamento a massa. Un’altra proprietà che contribuisce in modo significati- vo alla “capacità di radiazione” di un cavo è il rapporto tra la lunghezza d’onda dell’interferenza e la lunghezza elettrica del cavo. La lunghezza d’onda diminuisce con l’aumentare della frequenza. Man mano che la lunghezza d’onda si riduce, i cavi appaiono con una maggiore lun- ghezza elettrica, il che significa che diverse lunghezze d’onda possono essere inserite nella lunghezza del cavo, il quale agisce come antenna sensibile. Caratteristiche di un cavo coassiale Non esiste alcun cavo che comprenda i “valori limite per la compatibilità elettromagnetica”, tuttavia esistono cavi con un’attenuazione di schermatura dipendente dalla frequenza e con un’impedenza definita. Anche la qualità di un cavo è molto importante, oltre alla sua scherma- tura che deve poter coprire l’intera lunghezza e circon- ferenza. Inoltre, la schermatura deve avere un’elevata conduttività e non deve presentare fessure o aperture. Il problema dei cavi schermati è che, da un lato, le in- terferenze esterne devono essere tenute all’esterno del- la treccia di schermatura (effetto pelle), dall’altro lato, i cavi coassiali richiedono un “manicotto di schermatura” continuo su tutta la lunghezza e il più possibile a bassa perdita, creando così un’induttanza reciproca tra il con- duttore centrale e il manicotto di schermatura. Ciò giu- stifica quindi l’impedenza caratteristica e la proprietà schermante. Solo in questo modo il segnale trasportato nel cavo coassiale può essere trasmesso con le minori perdite e riflessioni possibili. Per questo motivo i cavi co- assiali professionali sono rigidi e spessi. Per aumentare la flessibilità, nella maggior parte dei casi, si utilizza una schermatura a treccia. Tuttavia, le proprietà di scherma- tura della rete metallica non sono buone come quelle dei tubi solidi, compromettendo la linearità dell’impedenza caratteristica in base alla frequenza. COMP EMC Fig. 2 - Collegamento a massa tramite presa di interfaccia, protezione dai transitori e condensatore di filtro Fig. 3 - Collegamento a massa dell’area di interfaccia con la piastra di base metallica mediante una guarnizione o una molla conduttiva supplementare ELETTRONICA OGGI 524 - MARZO 2025 39

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