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EO POWER - GENNAIO/FEBBRAIO 2025 XXIII scende a zero durante l’intero ciclo di commutazione. I PFC CCM sono comuni negli alimentatori che erogano potenze dell’ordine di diverse centinaia (o più) di Watt. Il circuito integrato PFC modula la larghezza di impulso (PWM) dell’interruttore a MOSFET in modo che l’impe- denza di ingresso del circuito di alimentazione appaia puramente resistiva (fattore di potenza pari a uno) e il rapporto tra corrente di picco e corrente media, il fattore di cresta, sia mantenuto basso (Fig. 5). A differenza delle modalità di funzionamento a corren- te discontinua e critica, in cui la corrente dell’induttore raggiunge lo zero e il diodo commuta in uno stato non polarizzato, la corrente dell’induttore in un circuito CCM non scende mai a zero, per cui quando l’interrutto- re cambia stato, la corrente residua dell’induttore non è nulla. Quando il diodo passa nello stato inverso, il recu- pero inverso contribuisce in modo significativo alle per- dite. L’utilizzo di un diodo SiC MPS elimina queste per- dite. La riduzione della perdita di commutazione dovuta all’utilizzo del diodo SiC MPS offre il vantaggio di ridurre le dimensioni e il costo del chip, sia per il diodo sia per l’interruttore attivo. Rispetto al Si, i diodi Schot- tky SiC MPS di Vishay of- frono correnti nominali di- rette più elevate, cadute di tensione diretta più basse e perdite di recupero inverso ridotte, il tutto in un packa- ge più piccolo con tempera- ture nominali più elevate. Per questo risultano parti- colarmente adatti all’impie- go in progetti di alimentato- ri a commutazione. Fig. 5 – Le correnti istantanea e media in un circuito boost PFC CCM (Fonte: Vishay Semiconductor) Fig. 4 – Un esempio di un tipico stadio PFC attivo implementato in un alimentatore c.a./c.c. con un convertitore boost (Fonte: Vishay Semiconductor) SIC DIODES

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