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A causa della convergenza di numerosi fattori – progresso tecnologico, manovre geopolitiche e incertezze economiche – l’anno in corso si preannuncia decisamente interessante per il mondo dei chip. Per quanto concerne le proiezioni, tutte le principali società di ricerca prevedonounaumento del settore, anche se la percentuale di crescita varia sensibilmente, dal +6%di Semiconductor Intelligence al +16% di RCD Strategic Advisors. Tra i comparti trainanti della crescita, quello che dovrebbe avere un impatto maggiore, secondo la quasi totalità degli analisti, sarà quello dell’intelligenza artificiale. L’incessante richiesta di una sempremaggiore potenza di elaborazione per supportare le applicazioni AI (in particolare GenAI e LLM) determinerà una notevole impennata nella domanda e contribuirà ad accelerare l’innovazione dei chip. IDC sottolinea che il mercato dei semiconduttori per l’AI dovrebbe crescere del 15% nel 2025, sospinto dalla domanda di acceleratori per reti neurali e processori personalizzati ottimizzati per effettuare compiti di inferenza e addestramento. L’andamento favorevole del mercato dell’AI avrà riflessi favorevoli sul settore delle memorie, in particolare quelle di fascia alta, che dovrebbe fare registrare un incremento superiore al 24%. L’aumento della domanda potrebbedareorigineaunproblema: l’elevatadomandadiGPUedi altri componenti indispensabili per realizzare dispositivi che supportano l’AI potrebbe infatti portare a una carenza di fornitura. Inquesto contesto bisognerà comunque analizzare l’impatto della recente DeepSeek, unmodello linguistico di tipo LLMnato da High-Flyer Quant, una hedge fund cinese, che utilizzameno risorse computazionali rispetto ad analoghi modelli (tipo ChatGPT) prodotti delle Big Tech statunitensi, riuscendo comunque a ottenere risultati di alto livello. A complicare il quadro vi sono le tensioni geopolitiche: com’è noto, negli ultimi anni, i semiconduttori sono stati al centro della guerra commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina. Gli Stati Uniti hanno dato priorità alla limitazione dell’accesso della Cina ai semiconduttori avanzati e alle attrezzature per la produzione di litografia e hanno vietato la vendita di componenti specifici per l’intelligenza artificiale. La Cina ha risposto con le proprie restrizioni, in particolare sui minerali grezzi critici utilizzati nella produzione di semiconduttori, come gallio, germanio e antimonio. Con la nuova amministrazione americana, la situazione potrebbe complicarsi ulteriormente. Tutto ciò, come ha sottolineato Pwc nel suo report “State of Semiconductor Industry” ha determinato cambiamenti nel modo in cui le nazioni proteggono le tecnologie critiche. Se da un lato vi è l’aggressiva spinta della Cina verso l’autosufficienza dei semiconduttori, sostenuta da oltre 100miliardi di dollari di finanziamenti statali, dall’altro vi sono gli sforzi statunitensi ed europei per la riallocazione della produzione. Come sottolineato da Deloitte, queste divisioni geopolitiche rischiano di creare un panorama industriale frammentato, complicando la collaborazione e l’innovazione. Le aziende devono quindi destreggiarsi in un complesso labirinto di politiche commerciali e sanzioni per mantenere la competitività in un contesto globalizzato. Le tensioni geopolitiche, com’è ovvio, si intrecciano con la supply chain globale dei semiconduttori, la cui fragilità è stata messa a nudo negli ultimi anni. In tale contesto, la ricerca della diversificazione è fondamentale: le aziende devono cercano di assicurarsi più opzioni di approvvigionamento, investire in capacità produttive regionali e stringere rapporti più solidi con i fornitori chiave. Il 2025 si preannuncia un anno decisamente interessante per i semiconduttori e le aziende, per rimanere competitive, dovranno essere flessibili, concentrarsi sull’innovazione ed essere pronte a gestire in modo efficace i periodi di incertezza. Semiconduttori: un panorama complesso Editoriale Filippo Fossati ELETTRONICA OGGI 523 - GENNAIO/FEBBRAIO 2025 9

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