EO_511

Lighting In questo esempio, il sistema di gestione controlla tre zone ognuna delle quali ha la propria unità di controllo loca- le che include un sensore, il campo di illuminazione e un certo numero di piani di lavoro associati. In un’architettura distribuita con più gestori, come quella in figura 2, ogni gestore è responsabile in modo indipen- dente di diverse zone. In questa architettura, i gestori co- municano tra loro, ad esempio per condividere informa- zioni statistiche o report di funzioni. Prestazione del sistema Il funzionamento del sistema di controllo automatico dell’illuminazione inizia quando un utente sceglie un’at- tività mediante il selettore di attività. L’illuminamento at- tuale sul piano di lavoro pertinente viene inviato all’unità di controllo locale dal sensore del relativo piano di lavoro. Quindi, l’unità di controllo locale confronta l’illumina- mento riportato dal sensore con l’illuminamento richiesto dell’attività selezionata. Se la luce è insufficiente rispetto al normale valore di attività, nell’unità di controllo locale viene eseguito un processo decisionale di correzione. In caso contrario, l’intensità della luce del piano di lavoro è ritenuta idonea per l’attività selezionata. L’output del processo decisionale è il livello del dimmer inviato dall’unità di controllo locale alle lampade. Se tutti i piani di lavoro sono inutilizzati, il sistema è nello stato chiuso. Ogni volta che un utente seleziona un’attivi- tà, il sistema subisce una transizione allo stato dell’attivi- tà selezionata. Con la quantità di illuminamento rilevata e inviata dal sensore per il piano di lavoro attivato, l’illuminamento corrente viene confrontato con il valore di illuminamento relativo all’attività selezionata nell’unità di controllo lo- cale (stato di decisione iniziale). Se la differenza è mag- giore di una certa soglia, il sistema va in uno stato secon- dario per l’esecuzione del processo decisionale. I livelli di dimmer delle luci del campo illuminante vengono deter- minati dopo il processo decisionale. L’unità di controllo locale regola l’intensità delle luci di campo inviando livelli dimmer alle lampade, quindi, il sistema viene posto nello stato stabile. Quando il sistema è in uno stato stabile, i sensori di cia- scun piano di lavoro attivo misurano periodicamente il livello di illuminazione del piano di lavoro. Se l’intensità della luce varia di una certa quantità a causa di sorgenti luminose esterne, il sistema passa dallo stato stabile allo stato decisionale iniziale. Un sistema con tutti i suoi piani di lavoro inattivi subisce una transizione dallo stato stabi- le allo stato chiuso. Gestione dei sensori wireless Come approccio generale, i cieli possono essere suddivisi in tre categorie: sereni, parzialmente nuvolosi e coperti. Quando il cielo non è completamente coperto, la distribu- zione della luminanza del cielo può cambiare rapidamente e di grande entità poiché il sole è alternativamente oscu- rato, parzialmente oscurato o completamente rivelato. Di conseguenza, se le fonti di luce esterne hanno effetto sull’illuminazione di una stanza, non è possibile prevede- re esattamente l’illuminamento dei piani di lavoro a causa del cambiamento della luce solare e delle condizioni me- teorologiche durante il giorno. In molti luoghi, a causa della posizione geografica o dell’architettura specifica di un edificio, le fonti di illumi- nazione esterne hanno scarso effetto sull’illuminazione interna. Dopo il tramonto l’illuminazione esterna è pro- babilmente notevolmente diminuita, tranne nei rari casi in cui l’illuminazione notturna artificiale ha effetto. Molti sistemi di controllo dell’illuminazione non rilevano una differenza tra queste due situazioni (sorgenti esterne che hanno effetto o meno). In tali situazioni si può ridurre il numero di sensori e di conseguenza anche la gestione Fig. 1 – Architettura centralizzata di un sistema di controllo automatico dell’illuminazione EO LIGHTING - GIUGNO/LUGLIO 2023 XIX

RkJQdWJsaXNoZXIy Mzg4NjYz