EMB 96
EMBEDDED 96 • MAGGIO • 2025 33 SENSOR KITS | HARDWARE funzione principale è quella di rendere semplice l’im- plementazione sul circuito, in modo da accelerare il loro montaggio e rendere sicuro e affidabile il loro utilizzo. Essi dovrebbero essere compatibili con la maggior par- te delle schede di sviluppo in commercio ed essere eco- nomicamente accessibili a tutti. Tipicamente un kit per sensori comprende una scheda di sviluppo (come Ardu- ino, Raspberry Pi o altri), una collezione più o meno va- sta di sensori, alcuni cavi di collegamento e, spesso, una breadboard per i collegamenti tra i componenti. L’obiet- tivo principale è quello di fornire una base completa e facile da usare per allestire una piattaforma adatta alla misurazione dei parametri fisici. La scheda di sviluppo costituisce il cuore del kit e provvede alle direttive di ac- quisizione, di calcolo e di decisione per il funzionamento dei sensori. I sensori, come detto prima, provvedono alla rilevazione dei parametri fisici e alla relativa conversio- ne in elettricità. Possono essere analogici e digitali, gli ultimi dei quali oggi sono in grado di comunicare i dati attraverso dei protocolli di comunicazione (I2C, UART, SPI, ecc). Più sensori vi sono nel kit e meglio è. I cavi e i connettori permettono di collegare i sensori alla scheda di sviluppo. È opportuno che il cablaggio sia il più corto possibile in quanto le interferenze e i segnali spuri po- trebbero facilmente sommarsi al segnale utile, falsando le operazioni di lettura. La breadboard è un componen- te opzionale ma estremamente utile, in quanto con essa è possibile collegare tra loro i vari componenti elettroni- ci senza effettuare alcuna saldatura. Il fissaggio che ne risulta è molto stabile e non definitivo. Spesso i kit sono corredati da alcuni componenti elettronici passivi e at- tivi, come resistori, condensatori, transistor e altro. Essi accelerano le operazioni di sviluppo e sperimentazione, evitando operazioni di ulteriori acquisti da parte del pro- gettista. La scelta del kit dipende dalle proprie esigenze e dal progetto che si intende realizzare. E’ fondamentale focalizzare la finalità del progetto e la potenza di calcolo di cui si ha bisogno. A volte non è necessaria la massima velocità di elaborazio- ne e nemmeno una grande quan- tità di sensori. Un esempio molto popolare ed estremamente eco- nomico è rappresentato dal kit di sensori mostrato in figura 1 , che propone decine e decine di senso- ri di ogni tipo, facilmente interfac- ciabili ad Arduino e, ovviamente, a qualsiasi altro tipo di sistema di sviluppo. Esso comprende, tra gli altri, relè, cicalini, diodi LED colorati e RGB, lampada laser, si- stema di gestione infrarossi, ma soprattutto tanti sensori tra i qua- li quello di fiamma, a effetto Hall, termometro digitale, rilevatore di campo elettromagnetico, inter- ruttore Reed, sensore di frequen- za cardiaca, encoder, rilevamento dell’inclinazione, fotoresistenza, di umidità e temperatura e altri. Un altro kit interessante per sen- Fig. 1 - Un kit di sensori mette a disposizione del progettista diverse tipologie di dispositivi pronti all’uso
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