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EO Lighting - aprile 2026 IX MISURAZIONE Confronto del H6 per gioielleria con i LED tradizionali centi, che misurano aspetti diversi della qualità dell’illuminazione. Possiamo raggruppare questi parametri in tre aree principali: qualità del colore, confort visivo (incluso l’abbagliamento), design generale (inclusa l’efficienza). Per la qualità del colore, il parametro di riferimento più utilizzato da lungo tempo è l’Indice di Resa Cromatica (CRI), che fornisce una mi- sura, paragonata alla luce naturale, di come i colori appaiano ac- curatamente quando illuminati da una sorgente di luce considerata. Sebbene lo standard CRI 15, la visione estesa di CRI, sia attualmen- te più usato, un’altra metrica simile è TM-30 [3], sviluppata dalla So- cietà di Ingegneria dell’Illuminazione (IES). Come con CRI 15, il me- todo TM-30 valuta le differenze tra i campioni di colore, che coprono un’ampia gamma di tonalità, illuminati dalla fonte luminosa di prova e da una sorgente di riferimento. Successivamente, quando consideriamo il confort visivo, il fattore più importante è l’abbagliamento. L’Indice Unificato di Abbagliamento (UGR - L’Unified Glare Rating) è la metrica standard per valutarlo. Come specificato nella norma EN 12464-1 “Illuminazione dei luoghi di lavoro interni”, l’UGR valuta l’impatto visivo dell’abbagliamento su una persona, considerando tutte le fonti di luce che potrebbero con- tribuire, e qualsiasi riflesso. Per gli spazi con luce del giorno significa- tiva, un altro parametro è la Probabilità dell’Abbagliamento da Luce Diurna (DGP). Usando i dati pubblicati, lo standard UGR consente di calcolare un solo valore di livello di abbagliamento. I numeri più bas- si sono i migliori, e EN 12464-1 specifica che gli uffici dovrebbero avere un fattore di abbagliamento di 19 o più basso [4]. Passando alla progettazione e all’efficienza, i designer devono con- siderare la luminosità di una luce, o flusso luminoso, che è misurabile in lumen. Questa consente al designer di garantire che lo spazio illu- minato lo sia sufficientemente. Quindi, l’efficienza energetica di una sorgente di illuminazione, o efficienza, in lumen per watt, è un dato essenziale che incontra gli standard ambientali. Oltre alla metrica fondamentale, ci sono molti altri criteri che i desi- gner dovrebbero considerare, che dipendono dal loro specifico pro- getto. Questo potrebbe includere il rispetto delle normative edilizie e le leggi relative a lavorare con schermi dei computer, oltre che le re- gole circa la fornitura di illuminazione di emergenza. Sfide dei produttori I produttori di illuminazione devono fornire tutte le informazioni ri- chieste dai designer (di illuminazione), dai loro clienti, per creare sistemi efficienti ed effettivi. Tuttavia, la loro più grande sfida può consistere nell’ottenere dati sufficienti dai produttori di LED e da altri fornitori altri componenti. Nichia è orgogliosa di avere una buona esperienza nel fornire dettagliati documenti di specifiche. Inoltre, spesso mancano parametri coerenti da parte di diversi pro- duttori di apparecchi di illuminazione; quindi, i confronti dei prodotti di illuminazione sono difficili. I produttori, a volte, non dispongono neanche di dati per mostrare come le prestazioni del prodotto di illu- minazione cambieranno nel corso della vita, sebbene questo sia af- frontato da standard come TM- 21 [5]. I produttori di chip LED come Nichia forniscono dati grezzi per componenti singoli, come il flusso luminoso (lumen), la distribuzione dell’intensità luminosa e l’efficacia del LED, in specifiche e controllate condizioni. Tuttavia, l’integrazione di un chip in un apparecchio di illuminazione genera perdite di prestazioni.

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