Se l’attività di produzione di chip di Amazon fosse un’azienda a sé stante e vendesse i chip prodotti quest’anno ad AWS e ad altre terze parti, il fatturato annuo si aggirerebbe intorno ai 50 miliardi di dollari. A dichiararlo, tra le altre cose, è stato Andy Jassy, CEO di Amazon, in una recente comunicazione agli azionisti, aggiungendo che la domanda per i loro chip è talmente elevata che è molto probabile che in futuro venderanno interi rack di chip a terzi.
Ovviamente questa dichiarazione ha scatenato numerosi commenti e speculazioni da parte di esperti, e non solo.
Jassy ha precisato che il business dei chip di Amazon è in piena espansione, ma anche che sta cambiando le dinamiche economiche di AWS e che diventerà molto più grande del previsto.
L’arrivo di Graviton nel 2018, una famiglia di processori progettata per i carichi di lavoro cloud in esecuzione in Amazon Elastic Compute Cloud (Amazon EC2), ha già modificato lo scenario e l’azienda sottolinea che questi componenti offrono un rapporto prezzo-prestazioni fino al 40% migliore rispetto ad altri processori x86 e che sono utilizzati dal 98% dei 1.000 principali clienti EC2.
Trainium2, ha ulteriormente migliorato il rapporto prezzo/prestazioni e Trainium3, le cui spedizioni sono iniziate nel 2026 offre un rapporto prezzo/prestazioni superiore del 30-40% rispetto a Trainium2. Tra 18 mesi dovrebbe essere inoltre disponibile su larga scala Trainium4.