Abitare nel futuro con gli oggetti smart di oggi

L’IoTLab del Politecnico di Milano presenta i risultati del progetto Open Lab Smart Home

Pubblicato il 12 giugno 2019

Per superare le barriere che ancora rallentano la diffusione dell’Internet of Things nelle nostre case, il laboratorio interdipartimentale IoTLab del Politecnico di Milano ha avviato a settembre 2018 il progetto Open Lab Smart Home volto alla costruzione di un ecosistema costituito da dispositivi multi vendor inter-operabili in maniera olistica in grado di venire incontro alle esigenze e alle abitudini di chi li utilizza.

L’iniziativa consortile vede coinvolte i principali attori del mercato smart home quali Bticino, Epta, Ezviz, Gewiss, Signify, SoloMio, Tera, Vimar e V-Home by Vodafoneche ricoprono diversi ruoli della catena di valore, dai produttori di dispositivi ai system integrator, passando per fornitori di servizi. Essi hanno messo a disposizione i propri prodotti e la piena accessibilità alle loro tecnologie, oltre al supporto durante lo sviluppo dell’intero progetto.

I risultati del progetto sono stati presentati nella sede dell’IoTLab da Giovanni Miragliotta e Antonio Capone, responsabili scientifici dell’IoTLab, Razvan Pitic, direttore dell’IoTLab, Daniele Uboldi, ricercatore dell’IoTLab e i rappresentanti delle nove aziende partner.

Attraverso la creazione in laboratorio di sei ‘use case’ riconducibili a diversi ambiti (safety, comfort, assistenza alla persona e sicurezza) sono state dimostrate le ricadute positive e le potenzialità conferite alla casa intelligente dal raggiungimento dell’interoperabilità tra soluzioni mono-vendor. I 6 use caseintegrano diversi elementi tecnologici abilitanti come piattaforme open source (ad esempio Node-RED), protocolli di messaggistica di tipo Publish/Subscribe (ad esempio MQTT), interfacce cloud API dei vari dispositivi e assistenti vocali (ad esempio Amazon Alexa e Google Assistant).

In qualità di promotore di questa iniziativa, l’IoTLab del Politecnico di Milano, facendo leva sul know-how del team di lavoro, in collaborazione con le aziende partner, ha esplorato diverse strade per l’interoperabilità attingendo alle più rilevanti tecnologie disponibili.

I risultati vogliono essere una testimonianza che l’interoperabilità tra i vari ecosistemi dei singoli vendor è realizzabile. Dal lavoro realizzato emergono possibilità di arricchimento della catena di valore, dallo sviluppo di nuove funzionalità delle soluzioni esistenti fino alla creazione di nuovi servizi.

“Il lavoro svolto dal team dell’IOT Lab del Politecnico di Milano insieme alle aziende coinvolte nel progetto ha dimostrato le grandi potenzialità dell’integrazione di soluzioni e prodotti per la smart home con la creazione di scenari d’uso reinterpretati in chiave innovativa che possono essere personalizzati e percepiti dagli utenti finali come di valore significativamente maggiore delle loro componenti” dichiara Antonio Capone, responsabile scientifico dell’IoTLab.

“Il progetto Open Lab è un caso reale di creazione di un ecosistema – continua Giovanni Miragliotta, responsabile scientifico dell’IoTLab – aziende diverse per storia e posizione nella catena del valore hanno lavorato tra loro, al Politecnico e con il Politecnico, per comprendere le opportunità, intuire le direzioni di sviluppo della tecnologia e farsi trovare pronte alla nuova “economia” che nascerà attorno alla casa intelligente”.

I sei  casi 

VITA – VIdeo Triggered Alert – Assistenza alla persona 

Relax – Comfort e gestione scenari 

Back Home – Comfort e gestione scenari 

Thunderstorm – Assistenza alla persona 

Smoke and Water – Safety 

Intrusion detection – Security 



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