POWER BLOG – Consorzio: la dimensione non è tutto

Pubblicato il 21 settembre 2016
Mark Adams, portavoce del consorzio AMP e VP della divisione Advanced Power di CUI

In questa serie di blog, sponsorizzato da AMP (Architects of Moder Power), executive, progettisti e responsabili di prodotto forniranno il loro punto di vista sugli argomenti più attuali nel settore dell’elettronica di potenza e forniranno i più recenti aggiornamenti relativi all’evoluzione degli standard definiti dal consorzio.
Il primo contributo è di Mark Adams, portavoce del consorzio AMP e VP della divisione Advanced Power di CUI che tratta un tema chiave: le dimensioni di un consorzio

Consorzio: la dimensione non è tutto

Nel momento in cui si fanno dissertazioni relative alle dimensioni di un consorzio industriale il mio pensiero va alla favolo da Riccioli d’Oro (Goldilocks). Nella cultura anglosassone tutti sanno cosa dice Goldilocks quando assaggia il porridge e prova sedie e letti della famiglia di tre orsi, scartando quelli dei genitori per scegliere ciò che appartiene all’orsetto: le formule in sequenza “too x”, “too y” (dove x e y sono antonimi) e “just right” sono subito riconosciute

La storia è così nota che anche nella terminologia inglese di alcune discipline appaiono riferimenti a Goldilocks. Identificano situazioni, effetti o combinazioni di elementi che non rappresentano estremi (non sono né too x, né too y) ma rientrano entro margini che li rendono adeguati, just right. In astronomia vengono descritti come Goldilocks planets i pianeti al di fuori del sistema solare le cui dimensioni non sono né troppo grandi né troppo piccole e che si trovano in una zona abitabile (detta anche Goldilocks zone) che non è né troppo fredda né troppo calda e quindi potrebbero esserci le condizioni giuste (just right) per consentire la vita.
Questa analogia supporta la mia tesi che “le dimensioni non sono tutto” ed è necessario analizzare altri fattori. Andiamo adesso a esaminare vantaggi e svantaggi dei consorzi di grandi e piccole dimensioni. Un consorzio di grandi dimensioni, con molti membri, può contare sull’apporto di un gran numero di opinioni, teorie, idee e conoscenze. In realtà questo beneficio è apparente e può tramutarsi in uno svantaggio nel momento in cui si tratta di ottenere un consenso e prendere decisioni. In realtà più punti di vista e opinioni potrebbero essere dello stesso tipo e raramente contribuiscono a fornire risultati migliori.
Al pari delle grandi organizzazioni, in generale un consorzio formato da numerosi membri potrebbe non avere la flessibilità richiesta per rispondere in tempi brevi ai cambiamente del mercato o all’evoluzione della tecnologia. Un altro problema che spesso si riscontra nei consorzi di grandi dimensioni è dato dal fatto che alcuni membri potrebbero concentrarsi sulle loro problematiche specifiche occupandosi quindi dei loro interessi escludendo ed emarginando altri membri. Questi interessi particolari creano situazioni di stallo e “soffocano” l’innovazione. Un altro svantaggio di un consorzio numeroso è la difficolta di instaurare canali di comunicazione efficienti tra i diversi livelli che inevitabilmente si vengono a creare in una struttura complessa.
Naturalmente, quando un consorzio viene costituito con l’obbiettivo di affrontare problematiche di carattere generale che hanno un impatto di ampia portata e sono di natura relativamente semplice un’organizzazione di grandi dimensioni può essere una buona soluzione. Consultazioni ad ampio raggio che tengono in considerazione i punti di vista di ciascuno dei membri può tradursi in un vasto consenso e in un’accettazione in tempi brevi dei risultati delle discussioni e dei dibattiti intercorsi.
Tuttavia, quando l’argomento è complesso e richiede competenze tecniche approfondite, non tutti i membri di un consorzio di grandi dimensioni possono essere in grado di partecipare sullo stessi piano. A questo punto si possono creare malumori all’interno del consorzio: alcuni membri si trovano a dover supportare un carico di lavoro eccessivo mentre altri non si sentono coinvolti. In questo caso un consorzio con un numero ristretto di membri e focalizzato su alcuni obiettivi chiaramente delineati può produrre risultati più efficaci e consentire una cooperazione sinergica su base regolare.
Un esempio di consorzio a forte connotazione tecnica formato da un numero ristretto di membri è “Architects of Modern Power™”. AMP Group è composto da tre aziende che hanno finalità identiche che derivano da un background comune maturato nello sviluppo e nella produzione di alimentatori e dall’interesse condiviso di promuovere standard per le architetture di potenza distribuite (DPA – Distributed Power Architecture).
CUI Inc, Murata ed Ericsson sono consapevoli del fatto che l’evoluzione nel campo della potenza digitale (digital power) può provocare l’insorgere di problematiche a livello di catena di fornitura (supply chain) a meno che non vengano definiti standard per l’interoperabilità che non si limitino al fattore di forma meccanico e alle specifiche a livello di pedinatura come avveniva come avveniva in passato. I produttori di apparecchiature richiedono soluzioni multi-source (ovvero disponibili da più produttori) di tipo plug-and-play che oltre a essere compatibili a livello di ingombri (footprint),condividano un insieme di caratteristiche comuni e abbiano file di configurazione compatibili.
Questo è l’obiettivo che AMP Group si prefigge. La collaborazione tra i vari membri ha portato dapprima alla definizione di standard per assicurano l’interoperabilità dei prodotti per differenti livelli di potenza e requisiti di sistema e successivamente allo sviluppo e all’introduzione sul mercato di prodotti compatibili con tali standard. Si tratta di un’attività in continua evoluzione che segue una roadmap tecnologica che contempla l’adeguamento agli standard e alle esigenze future.
Le ridotte dimensioni consentono ad AMP Group di essere agile. Ciò non vuole dire che in futuro il gruppo non potrà crescere in dimensioni, ma i nuovi membri dovranno condividere i medesimi obiettivi, impegnarsi in egual misura e produrre risultati concreti.

Mark Adams, portavoce di Architects of Modern Power (AMP) e VP - Advanced Power – CUI



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