Mercato della difesa: come va l’export

Pubblicato il 16 novembre 2017

I budget destinati alle spese militari continuano a essere una priorità per le principali potenze mondiali, a causa delle  tensioni internazionali che non conoscono sosta. Vi è però una recente indagine, la Global Defence Trade Report, condotta da IHS Markit, che prevede un declino nelle esportazioni entro il 2018.

“Per la prima volta prevediamo un ribasso a livello globale, per quanto riguarda le esportazioni nell’ambito della difesa”, afferma Ben Moores, senior analyst di IHS Markit. “Ciò sta accadendo per una serie di ragioni, tra cui il calo dei prezzi dell’energia, l’aumento della produzione nazionale o semplicemente il mercato si è preso una pausa dopo un lungo periodo in crescita”.

Tali previsioni si basano su una considerevole contrazione del portafoglio degli ordini (non delle consegne). La società afferma che l’indebolimento degli ordini in sistemi di difesa (ancora da consegnare) suggeriscono che ci potrebbe essere una contrazione entro il 2018.

Il rapporto IHS ha sostenuto che le vendite di prodotti della difesa dagli Stati Uniti sarebbero supportate dalle vendite relative al programma jet F-35.

In Medio Oriente, paesi quali Arabia Saudita, Emirati Arabi, Algeria e in Iraq – hanno mantenuto invariati i loro acquisti, con una spesa di 15,2 miliardi di dollari per i sistemi di difesa nel 2016, rimanendo tra i principali importatori.

“Le importazioni dell’Arabia Saudita nel 2016 sono passate da 4,9 a 8,3 miliardi di dollari – un aumento che è tre volte superiore all’intero mercato africano subsahariano”, ha dichiarato Moores.

“Per quanto riguarda il Medio Oriente, fino a quando i prezzi del petrolio non si rialzeranno, ci aspettiamo una crescita sostenuta della spesa per la difesa nei prossimi anni”, ha aggiunto l’analista.

Il rapporto identifica l’Arabia Saudita e l’India come gli stati con le maggiori opportunità di crescita dell’import nel prossimo decennio, con una stima di 27 e 22 miliardi di dollari rispettivamente di ordini attesi da ciascun paese.

IHS sostiene che le importazioni militari in tutta l’Europa occidentale sono aumentate da 7,9 miliardi di dollari nel 2013 a 8,9 miliardi di dollari nel 2016. Un aumento relativo che è ancora lontano dal picco di 12 miliardi di dollari del 2009.

“Mentre non prevediamo un ritorno agli impegni di importazione pre-2008, l’Europa occidentale ha visto finalmente un ritorno alla crescita della spesa per la difesa nel 2015, che si tradurrà in consegne future nei prossimi anni”, dice Moores.

Lo studio mostra inoltre che l’import nei Paesi asiatici è in crescita e prevede incrementi nell’acquisto di sistemi di difesa nei seguenti Paesi: Filippine, Nuova Zelanda, Oman, Algeria, Cile, Belgio, Portogallo, Lussemburgo, Colombia e Germania.

I maggiori importatori di sistemi di difesa a livello globale nei prossimi dieci anni saranno Arabia Saudita, India, Emirati Arabi, Indonesia e Algeria.

Gli Stati Uniti si confermano i primi esportatori di sistemi di difesa, con forniture pari a 23,3miliardi di dollari. Notevole anche l’export della Russia, con un fatturato stimato di 6,3 miliardi di dollari nel 2016. Questo numero è in leggero calo rispetto al 2015, ma la Russia ha in casa ordini importanti che si estendono fino al 2020.

 



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