La gestione dell’obsolescenza

Si tratta di un tema “caldo”, soprattutto in certi settori, dove la vita utile di un sistema elettronico può superare di gran lunga la disponibilità dei componenti utilizzati per la produzione del sistema stesso

Pubblicato il 5 settembre 2016

DMSMS (Diminishing manufacturing sources and material shortages) e obsolescenza sono termini spesso usati come sinonimi. L’obsolescenza si riferisce alla perdita di valore di un bene, a causa del progresso tecnologico; DMSMS, invece, è riferito a una mancanza di fonti o materiali.

Fig. 1 – Ciclo di vita di un prodotto (Obsolescenza)

L’obsolescenza è un tema caldo nella fornitura militare, dove la vita utile di un sistema elettronico può superare di gran lunga la disponibilità dei componenti utilizzati per la produzione di tale sistema. Trattare con componenti che sono stati annullati dai loro costruttori originali è una parte del lavoro quotidiano nel settore dell’elettronica industriale. Con un approccio interdisciplinare, tali componenti obsoleti possono essere gestiti in modo olistico, con rischi associati al minimo.

Il DMSMS è un problema poliedrico, perché ci sono almeno tre componenti principali da prendere in considerazione. Il primo è il continuo miglioramento della tecnologia. In base a come i nuovi prodotti sono stati progettati, la tecnologia che è stata utilizzata diventa obsoleta, rendendo più difficile riparare l’attrezzatura. In secondo luogo, le parti meccaniche possono essere più difficili da acquisire, perché sono prodotti in quantità inferiori come la domanda di questi componenti tende a diminuire. In terzo luogo, i materiali necessari per la fabbricazione di un apparecchio potrebbero non essere più facilmente disponibili.

La metodologia di base per l’analisi DMSMS è stata quella di entrare in contatto diretto con il fornitore di un elemento. Per evitare l’obsolescenza di componenti elettronici, è necessario tenere sotto controllo il mercato, evitando l’uso di prodotti critici e reagendo tempestivamente all’evoluzione tecnologica. La rapida crescita del settore elettronico ha stimolato cambiamenti drammatici nelle parti elettroniche. Aumento della velocità, riduzione delle dimensioni e cambiamenti nelle tecnologie di interconnessione, sono sempre eventi che si verificano quasi ogni mese.

Di conseguenza, molte delle parti elettroniche che compongono un prodotto hanno un ciclo di vita significativamente più breve rispetto al ciclo di vita del prodotto. La parte diventa obsoleta quando non viene più prodotta, sia perché la domanda è scesa a livelli abbastanza bassi al punto che non è pratico per i produttori continuare a farlo, sia perché i materiali o le tecnologie necessarie per produrla non sono più disponibili. La richiesta del pubblico per i prodotti con maggiori garanzie non fa che peggiorare il problema dell’obsolescenza.

Pertanto, a meno che il sistema in fase di progettazione abbia una breve vita, o il prodotto sia la forza trainante di mercato (per esempio, i computer che guidano il mercato dei microprocessori), esiste un’elevata probabilità di una mancata corrispondenza del ciclo di vita tra le parti e il prodotto (Fig. 1).

figura2

Fig. 2 – SSD vs HDD

Le cause principali

La continua innovazione tecnologia ha determinato la nascita di questa obsolescenza che genera una diminuzione dei vecchi prodotti. In elettronica, il veloce progresso che stiamo assistendo negli ultimi anni, fa sì che la vita dei componenti sia relativamente molto breve. Questo induce i produttori a limitare l’accumulo di materiale e a ridimensionare i lotti di produzione, facilitando a sua volta quella è chiamata, appunto, l’obsolescenza.

La nascita di un nuovo prodotto declassa dal mercato quello vecchio, ormai obsoleto, come spesso accade nel mondo software e hardware dei computer. Con le nuove tecnologiche si assiste anche a una riduzione dei costi e un miglioramento del processo produttivo industriale. Un classico esempio sono gli hard disk che, con il passare degli anni, si sono ridotti nelle dimensioni e sono aumentati nella capacità di storage, con notevole incremento della velocità di accesso dati.

Già sul mercato, i nuovi SSD (Solid-State-Drive) non hanno parti mobili al loro interno e hanno una vita media molto superiore ai precedenti e un consumo ridotto di energia (Fig. 2).

L’obsolescenza non è solo creata dall’innovazione tecnologia ma anche dal cambiamento di alcune politiche ambientali dettate dai singoli governi. La nuova regolazione europea Reach (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals), per esempio, vieta l’utilizzo del piombo nell’elettronica e la restrizione di alcuni elementi chimici.

La programmazione dell’obsolescenza può anche essere considerata una tecnica per movimentare il mercato con l’introduzione di nuovi prodotti, mantenendo o aumentando i prezzi di alcuni prodotti.

Soluzioni e planning

Al fine di rendere attivo per molti anni un determinato prodotto all’interno del mercato, bisogna assicurarsi una fornitura dei componenti che lo compongono. Un possibile approccio può essere descritto nei seguenti punti: upgrade del layout e ricerca di mercato per componenti vari.

L’aggiornamento del layout deriva dal fatto che, se volessimo procedere alla sostituzione di alcune parti, si dovrebbe adattare il design con un nuovo PCB. La ricerca di mercato, invece, consiste nel trovare sostituti equivalenti dello stesso produttore o di altri, relativamente a tutti i paesi del mondo.

Tenere sotto controllo l’obsolescenza è praticamente impossibile; vi sono varie tipologie di approccio che possono essere tenute in considerazione: la pianificazione interna di componenti considerati più a rischio, creando un certo buffer di magazzino; per prodotti più diffusi sul mercato si può delegare la gestione a esperti del settore o società in grado di monitorare ogni singolo componente, oppure, nella maggior parte dei casi, collaborare con i propri fornitori per studiare la criticità dei materiali e stipulare contratti di fornitura per nuovi componenti equivalenti, che andranno a sostituire nel prossimo futuro quelli obsoleti.

Una gestione professionale richiede interdisciplinarità funzionante e stretta collaborazione tra i partner di produzione. Il primo pilastro rappresenta la selezione intelligente di componenti. Ciò è reso possibile utilizzando la tecnologia e la roadmap dei fornitori, che è parte della strategia di approvvigionamento. L’utilizzo di componenti durante lo sviluppo del prodotto sarà anche adeguato nel futuro per portare a una garanzia ottimale di producibilità durante l’intero ciclo di vita. Durante la fase di produzione, le data-bank utilizzate per monitorare il ciclo di vita diventano il secondo pilastro principale.

Utilizzando gli strumenti e le risorse giuste, come personale esperto e banche data-proattive, lo specialista EMS (specialista nella valutazione dell’obsolescenza) può nel frattempo analizzare e canalizzare questa immensa quantità di informazioni in modo efficiente e informare completamente il cliente, uno stimolo importante per gli OEM (Original Equipment Manufacturer). In sostanza, è dovere di ogni partecipante alla catena di produzione fornire parti di ricambio per assicurare la producibilità di un prodotto durante tutto il lasso di tempo concordato.

Questo dovere include, tra le altre cose, che le informazioni richieste per la gestione dei componenti è reso disponibile, per tutto il percorso attraverso il ciclo di sviluppo del cliente finale. Tra gli esperti del settore, questa informazione viene indicata come Product Discontinuation Notifications (PDN) per cancellazioni di componenti, e Product Change Notifica- tions (PCN) per le corrispondenti modifiche tecniche. Ultimo, ma non meno importante, è il raggiungimento di sicurezza grazie all’analisi e valutazione dei rischi.

Per il cliente resta importante, oggi e domani, disporre di metodi professionali per evitare obsolescenza, oltre che per preparare la loro attuazione con le soluzioni ottimali. In questo modo, il produttore originale conserva la garanzia che essi saranno in grado di adempiere ai loro obblighi contrattuali nei confronti dei clienti finali in materia di sicurezza.

Obsolescenza programmata

L’obsolescenza programmata è una politica di pianificazione o la progettazione di un prodotto con una vita utile artificialmente limitata, cioè fuori moda o non più funzionale dopo un certo periodo di tempo. La logica alla base della strategia è di generare volumi di vendita a breve termine, fino a quando i clienti decidono di passare a un nuovo prodotto. Le aziende che perseguono questa strategia ritengono che il fatturato aggiuntivo compensi i costi aggiuntivi di ricerca e sviluppo.

In un settore competitivo, questa è una strategia rischiosa, poiché i consumatori possono decidere, successivamente, di acquistare dalla parte della concorrenza. L’obsolescenza pianificata tende a funzionare meglio quando un produttore ha almeno un oligopolio. Gli analisti di mercato hanno osservato che la percentuale delle unità vendute per sostituire un apparecchio difettoso è aumentata di un paio di punti percentuali negli ultimi anni. Un aumento ritenuto di notevole entità.

Gestire l’obsolescenza è possibile e, nonostante le sfide, non bisogna ignorarla. Non è mai stato un problema legato solo al componente, esso impatta su tutto l’apparato, software e moduli connessi. Agisce in tutti gli stadi di vita e bisogna porre attenzione in ogni area coinvolta. In un futuro non molto lontano la gestione dell’obsolescenza sarà una pratica abituale, gestita come un normale processo “produttivo” nell’ambito del ciclo di vita.

Maurizio Di Paolo Emilio



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