Elettronica: personale specializzato cercasi!

Pubblicato il 15 maggio 2019

Secondo un report di Oxford Economics commissionato da IPC, nel corso del prossimo quinquennio l’occupazione nei 28 Paesi membri dell’UE (UE28) dovrebbe crescere di circa lo 0,2% all’anno. Sebbene non si tratti di un incremento rilevante, qualifiche e specializzazioni della forza lavoro fanno fatica a tenere il passo.

Benché nel biennio 2017-2018 l’industria elettronica abbia fatto registrare un andamento positivo, i produttori hanno lamentato una carenza di manodopera specializzata. Il tema è ricorso spesso nei report mensili dell’Institute for Supply Management dedicati all’industria, e adesso l’Unione Europea teme che la forza lavoro possa subire delle tensioni mentre cresce l’occupazione nel settore dell’elettronica.

La mancanza di manodopera specializzata, secondo il presidente e CEO di IPC, John Mitchell, è la prima preoccupazione degli operatori del settore. Oltre due terzi delle società aderenti a IPC segnala che la carenza di personale specializzato sta limitando la loro capacità di crescita.

“Sotto il profilo politico”, afferma Mitchell, “riteniamo che l’Europa debba assumere un approccio intersettoriale al fine di espandere la forza lavoro specializzata e rafforzare la value chain del settore elettronico.”

Attualmente l’industria elettronica impiega all’incirca 2,4 milioni di lavoratori nell’UE28, che corrispondono a circa l’8% dell’occupazione nel manifatturiero. Un rapporto che si è mantenuto più o meno costante dal 2008, mentre negli Stati Uniti ha subito una flessione di circa un punto percentuale, passando dal 12,5 all’11,5% (Fig. 1). IPC si è impegnata a creare nei prossimi cinque anni almeno 500.000 opportunità di formazione di forza lavoro all’interno dell’Unione Europea.