Come cambia il lavoro con l’intelligenza artificiale

Pubblicato il 10 luglio 2017

L’intelligenza artificiale è una minaccia per l’occupazione? Secondo gli esperti porterà certamente a perdite di lavoro, ma vi saranno anche importanti benefici per tutti, sia dal punto di vista lavorativo sia nella vita di tutti i giorni. Come sopravvivere ai cambiamenti? Con lo studio, la preparazione e l’aggiornamento continuo, per creare nuove forme di occupazione.

Nel corso del secolo scorso i rapidi progressi tecnologici hanno portato molti cambiamenti nella società. Alcuni lavori sono stati completamente eliminati e molti ruoli che richiedevano forza  lavoro sono stati ora automatizzati. Sembra che questa tendenza sarà ancor più accentuata rispetto al passato per i progressi nell’intelligenza artificiale.

Le macchine con intelligenza sono in grado di apprendere, ragionare sui problemi e risolverli. Inoltre, la possibilità di avere a disposizione sistemi intelligenti, funzionanti giorno e notte, a costi minimi di runtime, ma soprattutto l’enorme diminuzione del loro costo rispetto al passato sono tutti fattori che rendono fattibile e conveniente il loro utilizzo in sostituzione agli esseri umani. Oltre a ciò, possono eseguire gli stessi compiti con maggiore precisione e massima efficienza (fino a qualche anno fa tali sistemi erano costosissimi e dunque molto più conveniente utilizzare manovalanza a basso costo).

L’intelligenza artificiale si è rivelata utile in molti campi per trovare soluzioni e realizzare lavori che gli esseri umani non sono in grado di fare. Stephen Hawking,  fisico di fama mondiale, in un articolo su The Guardian, avverte che l’intelligenza artificiale e l’aumento dell’automazione stanno decimando i posti di lavoro. E non solo i lavori manuali (non sarebbe una novità), ma anche quelli generalmente svolti da persone provenienti da quella che è definita la classe media; e dunque, peggiorando la disuguaglianza sociale e rischiando notevoli sconvolgimenti politici. Il fisico di afferma che “l’automazione delle fabbriche ha già decimato i lavori nella produzione tradizionale, e l’aumento dell’intelligenza artificiale è probabile che estenda questa distruzione di lavoro nelle classi medie, lasciando posto a ruoli creativi o di vigilanza e controllo”.

Come sarà il futuro in un mondo dove l’intelligenza artificiale e la robotica saranno attori protagonisti? Abbiamo avuto in passato rivoluzioni economiche e industriali, ma la rivoluzione che porterà l’intelligenza artificiale è piuttosto diversa. Tutto lo scenario sta per cambiare e dobbiamo capire come ci si adatterà.

Certamente nuovi posti di lavoro saranno disponibili laddove è richiesta creatività (le macchine non sembrano essere ancora così sofisticate e complesse), ma tali posti non compenseranno la scomparsa di altri ruoli come la contabilità, o anche la diagnostica, che sta prendendo sempre più piede, con gran parte delle mansioni che saranno svolte dai robot. E presto non sarà neanche più necessaria la programmazione,  perché con la Machine Learning le macchine auto-apprenderanno come migliorarsi, anziché impararlo dall’uomo.

Brynjolfsson e McAfee, autori di “In gara con le Macchine. La tecnologia aiuta il lavoro?” hanno provato a indicare una via d’uscita. In estrema sintesi, consiste “nel lavorare con le macchine innovando le organizzazioni, investendo nel capitale umano attraverso la scuola e la formazione continua”.

 

Antonella Pellegrini



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