Ambiq Micro, le MCU Apollo ridefiniscono i consumi

Ambiq Micro, le MCU Apollo ridefiniscono i consumi

La nuova famiglia di microcontroller, sottolinea la società, può ridurre fino a dieci volte l’energia usata, rispetto ad altre MCU con prestazioni analoghe

Pubblicato il 20 gennaio 2015

Un radicale cambio di paradigma nella progettazione dei circuiti elettronici: è quello che Ambiq Micro, fornitore di semiconduttori a consumo ultraridotto, si propone di ottenere con l’introduzione, annunciata ufficialmente ieri, della famiglia di microcontroller Apollo, che si posiziona nel dominio dei prodotti ultra-low-power, e sarà disponibile per la produzione in volumi a partire dalla primavera di quest’anno.

Una gamma di quattro MCU a 32 bit, basate su architettura ARM Cortex-M4F, e in grado nelle varie applicazioni – sottolinea l’azienda – di mantenere un consumo di energia tipicamente da cinque a dieci volte più basso rispetto ai microcontrollori di prestazioni comparabili. Tale notevole riduzione dei consumi sarebbe possibile grazie all’integrazione nei dispositivi della tecnologia proprietaria SPOT (Subthreshold Power Optimized Technology), che consente il funzionamento dei transistor utilizzando tensioni inferiori a 0,5 V, invece di mantenerli sempre ‘on’ a 1,8 V.

Adottando la tecnologia brevettata SPOT, implementata con un processo CMOS industry-standard, le MCU Apollo rendono possibile immaginare nuove opportunità applicative, ha spiegato Mike Salas, vicepresidente del marketing di Ambiq Micro. Ad esempio, smartphone, dispositivi indossabili, e device IoT (Internet of Things) dotati di batterie con una vita utile più che raddoppiata, e un tempo di usabilità fra le ricariche estensibile, dall’ordine di grandezza delle ore o dei giorni, a mesi o, addirittura, anni.

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I risparmi di energia resi possibili dalla tecnologia proprietaria SPOT

Non solo, ma l’espansione del ‘power budget’, e quindi la messa a disposizione di energia aggiuntiva, può consentire anche di ridurre le dimensioni e il numero delle batterie, rendendo possibili nuove modalità di packaging e progettazione dei device. Ancora, un’altra possibilità è usare l’energia extra per alimentare nuove funzionalità, che possono essere aggiunte al prodotto, differenziandolo e rendendolo più allettante per gli utenti finali.

Le MCU Apollo ad alto livello d’integrazione operano fino a 24 MHz e sono disponibili con fino a 512 KB di memoria flash e 64KB di RAM. La comunicazione con sensori, radio e altre periferiche è realizzata attraverso porte I2C/SPI e UART. A livello di package le opzioni disponibili sono due: un package BGA 4,5 x 4,5 mm a 64 pin con 50 GPIO, oppure un package CSP, ancora più compatto (2,4 x 2,77 mm), a 42 pin e 27 GPIO.

Giorgio Fusari



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